Missione Asia: un’iniziativa di Confcommercio Pisa per promuovere l’internazionalizzazione

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Ieri pomeriggio siamo state ospiti dell’incontro Missione Asia organizzato da Confcommercio Pisa, o meglio da Confinternazionalizzazione, per promuovere forme di business tra le piccole e medie aziende della provincia di Pisa e i mercati asiatici.

L’obiettivo del progetto Missione Asia è internazionalizzare le imprese pisane, creando una rete solida in grado di generare contatti commerciali proficui con investitori e imprenditori asiatici. Il partner strategico che guiderà le trattative con l’Asia, in base all’accordo siglato con Confcommercio Pisa lo scorso 12 ottobre a Kuala Lumpur, è l’Asia Pacific Top Exellence Brand Commitee & Global Business International Media Group.

Confcommercio Pisa e Global Business International Media Group ritengono che l’apertura verso i mercati asiatici, soprattutto in tempi di crisi, possa rappresentare un’opportunità interessante per le piccole e medie imprese di Pisa.

Come studio di traduzioni, oltre a supportare l’interpretariato e le comunicazioni con i referenti stranieri all’evento di ieri, è da tempo che lavoriamo per prepararci ad affrontare questi nuovi mercati . Non bisogna aver paura delle barriere linguistiche perché sono superabili e l’evento di ieri ne è stato una dimostrazione lampante. Per questo ringraziamo Confcommercio Pisa per averci coinvolte e invitate.

Come creare un sito web localizzato? Traduttori e web designer: una squadra vincente!

creazione siti web localizzati Dove c’eravamo lasciati prima delle ferie? Se ricordate, avevamo in sospeso un’intervista al web designer, programmatore e sviluppatore web Massimiliano Presta.

Massimiliano è un freelance di origini calabresi che lavora tra Cosenza e Pisa. Nel post precedente, Max ci ha spiegato in cosa consiste il suo lavoro e quali sono gli scenari futuri di questa professione. Oggi, invece, ci parlerà di come traduttori e web designer possano lavorare insieme per ottenere prodotti di qualità e un sito web localizzato adeguatamente.

Quando si riceve la richiesta di traduzione di un sito web, il traduttore sa che dovrà adattare il testo alle specificità culturali dell’utenza di destinazione (localizzazione). Lavoriamo quindi sui contenuti, ma non tutti sanno che in un sito web localizzato ci sono molti contenuti “invisibili” tradotti. Per questo comunicare direttamente con chi ha progettato e realizzato il sito web o l’applicazione da localizzare spesso facilita il lavoro al traduttore.

Da quello che è emerso dall’intervista al nostro web designer Massimiliano Presta, il traduttore valorizza il lavoro del web designer e viceversa. Una struttura informatica e una grafica funzionale, assieme a contenuti tradotti bene e ottimizzati, sono le fondamenta di un sito web localizzato correttamente.

La Giornata del traduttore – Edizione 2014

La Giornata del traduttore - Edizione 2013
La Giornata del traduttore – Edizione 2013

Good news!

Giunge alla seconda edizione ‘La Giornata del traduttore’ a Pisa, un incontro che ha l’obiettivo di mettere in contatto traduttori e aziende interessate ai processi di internazionalizzazione, promuovendo il networking fra colleghi e i percorsi di alta formazione.

Negli ultimi anni, la professione del traduttore è profondamente mutata: assieme al ruolo di consulente linguistico e mediatore culturale, al traduttore sono richieste competenze sempre più specifiche e settoriali, anche in ambiti extra-linguistici (editing, marketing, web communication, copywriting, ecc.). Lo scopo della Giornata è quello di aprire una finestra sul mondo del lavoro, cercando di definire nuovi orizzonti professionali.

L’edizione di quest’anno si terrà il 20 settembre presso il Palazzo dei Congressi di Pisa. I posti sono limitati ed è previsto uno sconto per le iscrizioni early booking entro il 31 maggio. Nella quota di iscrizione è compreso anche il pranzo di networking.

Trovate maggiori informazioni sul programma della Giornata, i workshop collegati all’evento e le modalità di iscrizione sul sito:

 www.lagiornatadeltraduttore.it

Vi aspettiamo a Pisa!

Biscuiterie Jeannette: tra letteratura e marketing

Biscuiterie Jeannette

Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati madeleine, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della madeleine. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicissitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleine…

(Marcel Proust, Dalla parte di Swann)

Nell’epoca della globalizzazione, l’artigianato purtroppo se la passa sempre peggio. L’ennesima conferma è nel caso della Biscuiterie Jeannette, una delle più antiche biscotterie del nord della Francia (a Caen, nella regione del Calvados), costretta a dichiarare fallimento lo scorso 18 dicembre dopo ben 164 anni di attività (dal 1850).

Secondo la tradizione, la madeleine, simile ad un plum cake, ha avuto origine nell’Ottocento. Ad inventarla fu la pasticcera (o cuoca) Madeleine Paulmier, impiegata al servizio del nobile polacco Stanisław Leszczyńsk. Dal nome di questa donna, Luigi XV di Francia, genero di Leszczyńsk, decise di trarre anche il nome del dolce.

Dalla commistione di storia, tradizione, leggenda e bontà questo tipico dolce francese è arrivato fino ai nostri giorni.

Nei mesi scorsi i dipendenti della Biscuiterie Jeannette, per non perdere il lavoro, hanno deciso di occupare la fabbrica nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica, rilanciare la produzione e trovare un finanziatore.

Il rilancio passa anche attraverso i moderni strumenti di marketing, come ad esempio la creazione di un nuovo sito internet (biscuiterie-jeannette.com) o i social media (pagina Facebook), ma nessuno di questi strumenti è in grado di competere con la fascinosa descrizione di Proust: una pubblicità eterna.

Rileggendo la citazione qui sopra, non sentite l’impulso di addentare immediatamente uno di questi dolcetti? Dite la verità… 😀

Eppure, la letteratura, come spesso avviene, sembra non essere sufficiente. Allora siamo qui, con questo post, a chiedervi di mettere un “mi piace” sulla pagina di questa storica biscotteria francese, sperando di riuscire a dare eco anche in Italia alla giusta protesta di questi lavoratori.

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