Cms: come creare un sito web senza conoscere la programmazione

Help Traduzioni, Pisa - Creare un sito con Cms, quale scegliere?Questo post è rivolto a chiunque abbia necessità di aggiornare i contenuti delle proprie pagine web con frequenza, oppure a chi voglia creare un sito web o un blog con un minimo investimento economico iniziale.

La soluzione ottimale che ci permette di creare un sito web senza conoscere la programmazione, e quindi senza avere a che fare con codici e linguaggi come l’HTML è il Cms.

Vediamo insieme che cos’è un Cms e come funziona.

Il termine Cms sta per Content management system, in altre parole un Cms è un software che ci consente di gestire i contenuti (testi, documenti, immagini, ecc.) in maniera flessibile, semplice e dinamica.

Vantaggi di un Cms


  • semplicità nella progettazione (i template sono preimpostati e facilmente personalizzabili)
  • facilità dell’aggiornamento (l’inserimento dei contenuti avviene tramite un editor di testo del tutto simile a word)
  • economicità (gli unici costi sono l’hosting e la registrazione del dominio)
  • possibilità di pubblicazione multiutente
  • adattabilità a diversi tipi di contenuti
  • facilità di integrazione con i social media e posizionamento nei motori di ricerca (ci sono tantissimi plugin, potete sbizzarrirvi!)
  • possibilità di gestire versioni diverse del sito da vari dispositivi (standard, mobile, tablet, cellulari, smartphone) grazie ai template responsive

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Svantaggi di un Cms


  • standardizzazione/poca personalizzazione del design (a meno che non impariate a modificare i CSS, ovvero i fogli di stile)
  • attacchi hacker alla piattaforma che ospita il sito
  • necessità di usare un database managemet system (fanno ovviamente eccezione i Cms text-based)

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Riassumendo i pro e i contro di un Cms…

Stando a quanto scritto qui sopra, il Cms sembra la soluzione a tutti i problemi, dal momento che i vantaggi sembrano superare di gran lunga gli svantaggi.

In effetti, in parte è così, ma la scelta di optare o meno per un Cms dovrebbe tenere conto, in maniera molto seria e ponderata, dell’uso che intendete fare del vostro sito web.

Se il vostro progetto è di darvi al blogging,  creare un e-commerce, dare vita a progetti o portali che prevedano copywriting e/o traduzioni collettive e multiutente, oppure prevede che venga effettuato un frequente aggiornamento e caricamento di contenuti, allora un Cms  può senz’altro rappresentare la soluzione migliore.

Dall’altra parte, se invece avete bisogno di un sito vetrina, magari corredato da elementi grafici altamente personalizzati e con una sezione portfolio clienti, o se già sapete che non avrete il tempo (o la necessità) di aggiornare con frequenza i contenuti del vostro sito web, la scelta di usare un Cms per voi in effetti non ha molto senso.

In altre parole?

In altre parole, un Cms può rivelarsi molto utile per un agente immobiliare che volesse inserire frequentemente sul proprio sito una notevole quantità di annunci, integrandoli con foto o virtual tour delle proprietà che affitta o vende (sempre che non collabori con altre agenzie condividendo il lavoro, perché in quel caso è preferibile una piattaforma ad hoc). Al contrario, sarebbe di poca utilità a un traduttore il cui obiettivo è quello di crearsi un sito vetrina con CV, pubblicazioni, esperienze professionali e quant’altro.

Ciò non vuol dire che sconsiglio l’uso dei Cms ai traduttori e ai freelance (anzi!), ma è importante capire chiaramente fin dall’inizio che se si decide di utilizzare un Cms per renderlo “vivo”, ossia per far sì che i clienti sappiano che ci siete, bisognerà prendersi l’onere di aggiornare il proprio sito web in maniera costante; il che implica anche il saper scrivere bene in italiano e orientare il proprio stile alla scrittura web (ovvero niente post super lunghi, senza immagini e con font impossibili da leggere!). Se non vi piace la scrittura, allora è decisamente meglio cambiare strumento…

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Detto questo, quale Cms scegliere? WordPress, Joomla, Magento, Drupal, vBullettin, PhpBB, AIOCP, Cms Made Simple, Papoo, MonkeyCms, ecc.

Dal momento che mi sono già dilungata fin troppo, mi riprometto di continuare questo discorso in altri post, cercando di operare un confronto e sintetizzare all’osso i vantaggi e le caratteristiche di alcuni dei più famosi Cms. 😉

Se avete domande su questi argomenti, come sapete, potere sempre scriverci a helptraduzioni@ymail.com.

Autore: Daniela Corrado

Come si diventa traduttori letterari?… un post di Chiara Marmugi

di Daniela Corrado

Riproponiamo un post dal blog di Sabrina Tursi, Direttrice didattica di STL, scritto un po’ di tempo fa dalla traduttrice Chiara Marmugi.

Le riflessioni di Chiara Marmugi sono maturate in occasione della prima edizione del corso di Traduzione editoriale di STL, ma non per questo possono dirsi “datate”.

Crediamo che sia importante leggerle per confrontarsi con chi da anni traduce testi e materiale editoriale di vario genere, e soprattutto siamo convinte che Chiara dia ottimi consigli dettati non solo dalla sua esperienza, ma dalla passione per il suo lavoro.

Con Sabrina abbiamo pensato di organizzare questo corso perché ogni volta che mi capita di parlare in pubblico immancabilmente qualcuno domanda: “Come si diventa traduttori letterari?” e dato il contesto non riesco mai a rispondere in maniera esaustiva.
È chiaro che non esiste una formula magica che ci apre le porte dell’editoria, ma al corso cercheremo di darvi qualche consiglio che potrà aiutarvi a bussare nei modi e con i tempi giusti, e a evitare soprattutto gli errori fatali che molti principianti non sanno di commettere.
Qualche suggerimento però vorremmo darvelo anche qui sul blog di STL, nel caso non aveste il tempo per venire a lezione.
Il primo consiglio che mi sento di dare, e che a molti potrà apparire scontato, è quello di studiare. Studiare bene la lingua di partenza, qualsiasi essa sia, ma anche la lingua di arrivo, nel nostro caso l’italiano. Lingua source e lingua target sono ugualmente importanti. La prima possiamo anche darla per scontata, visto che a nessuno verrebbe in mente di intraprendere la carriera di traduttore o traduttrice senza conoscere la lingua da cui si vuole tradurre. Ma la conoscenza della seconda, ovvero della propria lingua, come si approfondisce? Come si impara a scrivere bene in italiano?
Innanzi tutto leggendo molto. Leggendo cose scritte bene e leggendo testi che trattano gli argomenti su cui vorremmo lavorare. Se vorreste tradurre gialli, leggete dei bei gialli, scritti bene, sia in italiano che in traduzione. Individuate dei bravi scrittori e dei bravi traduttori e spulciate i loro testi. Se invece vi piace la critica d’arte, saccheggiate i cataloghi delle mostre, gli illustrati e i libri di critica e analizzate frase per frase, concentrandovi sulla terminologia – già che ci siete, iniziate a crearvi un bel glossario personalizzato – e sulla sintassi, ma anche sul ritmo del testo e sulla voce narrante. Lo stesso vale per la letteratura rosa, i libri per ragazzi, i fantasy, il romanzo storico, la letteratura di viaggio…
Visto che volete imparare a scrivere per tradurre, un altro consiglio che posso darvi è quello di confrontare un testo tradotto e pubblicato con il suo originale. Esistono fior di traduttori da ogni lingua, individuate quelli che stimate di più e fate un vero e proprio lavoro di bottega provando a pre-tradurre i testi e poi facendo il confronto con le loro pubblicazioni. Sarà come avere un insegnante tutto per voi.
E l’ultimo suggerimento che posso dare a chi vuole imparare a scrivere in un buon italiano è quello di… scrivere! Scrivete appena potete e rileggetevi tanto e spesso, in modo tale da individuare gli errori per voi più ricorrenti e lavorare poi su quelli. Ai miei allievi consiglio spesso di aprire un blog, perché scripta manent e soprattutto vanno in giro per il mondo, obbligandovi a curare bene lo stile, se volete essere letti. Potete scrivere di tutto, recensioni di libri e film, critiche a traduzioni già pubblicate, ma anche la cronaca degli avvenimenti del palazzo in cui vivete, le imprese di vostro figlio – il mommy-blogging al momento va fortissimo! – i pensieri del vostro cane… scrivete di un argomento che vi sta a cuore, rileggete spesso e con attenzione e vedrete che con l’esercizio la scrittura sarà sempre più fluida e corretta e di conseguenza le vostre traduzioni zoppicheranno sempre meno.

Lavorare con le lingue straniere… si può! Consigli per traduttori alle prime armi

Help Traduzioni: consigli per traduttori alle prime armi

di Daniela Corrado

Vorrei segnalare un articolo molto interessante di Jill Sommer, traduttrice dal tedesco all’inglese.

Partendo dal commento di una giovane traduttrice alle prime armi, Jill Sommer approfondisce le difficoltà di chi inizia il lavoro del traduttore fornendo dei consigli molto utili.

Un’attenzione particolare meritano, almeno all’inizio, il marketing e la pubblicità -per esempio attraverso i social media– per farsi conoscere da potenziali clienti e colleghi.

Per il resto gli ingradienti essenziali sono pazienza, costanza e un pizzico di fortuna! 😉

Buona lettura!

Musings from an overworked translator

“Of Another Fashion” an alternative archive of the not-quite-hidden but too often ignored fashion histories of U.S. women of color

 di Daniela Corrado

 Grazie all’Asian American Studies Program, Minh-Ha Pham, giovane assistente universitaria, lavora nell’History of Art & Visual Studies Department della Cornell University creando blog di successo.

 Dopo essere stata co-autrice di “Threadbared”, un blog “to discuss the politics, aesthetics, histories, theories, cultures and subcultures that go by the names fashion and beauty” (citato anche dalle famose testate giornalistiche: Frontiers: A Journal of Women Studies, English Studies in CanadaThe Atlantic, e San Francisco Chronicle), è riuscita a dar vita ad un secondo gioiello del web: l’archivio fotografico digitale “Of Another Fashion”. L’archivio raccoglie scatti fotografici, per lo più in bianco e nero, di donne di colore nel tentativo di sondare eventuali “interconnections of fashion, nation, and collective memory”.

 Visitare il blog di Minh-Ha Pham è come sfogliare un vecchio album di famiglia, pieno di foto antiche che altrimenti sarebbero andate perdute, riscoprendo i racconti di un tempo non lontano e di cui al giorno d’oggi non rimangono che echi lontani.

Se vi interessa gustare questi scatti vintage che raccontano “Di un’Altra Moda”, visitate il blog!

Ecco qui sotto gli indirizzi:

http://ofanotherfashion.tumblr.com/

http://iheartthreadbared.wordpress.com

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